Infrared: the amazing invisible realm

 IR400_001

When we venture into the mysterious field of infrared photography (IR), we enter the realm of the unknown, or rather of the invisible. The human eye, in fact, is not able to perceive the luminous radiation of infrared above 750 nm. And it is beyond this threshold that infrared radiation vibrate. What is therefore beyond the insuperable limit of the visible? Since the 30s of last century, the photographic technology allowed us to find it out, creating emulsions with appropriate sensitizing elements to these frequencies.

The production of infrared radiation depends on numerous factors, including of particular importance in nature the chlorophyll synthesis. For this reason, one of the main fields of application of IR photography are natural landscapes where, depending on the kind of foliage, the time of year (and day), in addition to the quantity/quality of the solar radiation, whe can obtain the spectacular Wood Effect. I.e. the natural green is represented in b/w as almost completely white. Another main feature is the increased contrast between the sky (often almost blacks) and clouds.

 IR400_002

Using IR films  requires appropriate filters which “cut” radiation of wavelength shorter than IR ones. This blocks the visible light in an almost complete way, thus allowing the film to record only the IR radiation.

 IR400_003

The most used and effective filters cuts the radiation below 720 nm and corresponds to the # 88A of the official Kodak Wratten designation. These filters, however, by cutting the visible light necessitate an overexposure of about 5-8 stop respect to box speed of the same film when it is used normally. Metering for IR is merely indicative, as the exposure meters do not read infrared radiation and so we need some bracketing. Another element to consider is that, being the filter very dark, it’s much easier to deal with this photographic genre with rangefinder cameras or Tlr. On Slr in fact, you need to frame and focus before screwing the filter itself: a tedious procedure to be repeated for every single shot. I wrote all that for less experienced users of course…

 IR400_004

Before starting infrared I documented for a long time and finally, when I felt (quite) ready, I took my first roll using the Rollei IR 400 film coupled with an IR 720 filter. Btw, despite to what is established by many fundamentalist (as usual, I had to be a bit trasgressive), I used a very cheap filter produced in Asia. As a developer, the always reliable Adonal (Rodinal) diluted 1:50. Thinking that this was the first time, the results have been extraordinary and fascinating! I expected some problems could occur, or to waste frames with bracketing (although I made just two frames for each subject: +6 and +7 stop except in one case +7 and +8) and surprisingly, I experienced absolutely no problem. Maybe the newbie luck! 😉

 IR400_005

 IR400_006

(Click on images to see larger)

The Wood effect was present in both cases and the negatives were all perfectly usable and easily scannable. Images were razor sharp: of course, part of the credit for the sharpness goes to the Planar lens of my Rolleiflex 3,5F but part is due to a typical IR phenomenon, that is (by eliminating the visible) to remove the haze. With these exposure values and that development, the management of the dynamic range was excellent, with a great control of shadows and highlights, while the graytones scale was perfectly modulated. As usual I gave no sharpening and just adjusted a bit the tone curves after scanning. To get an idea of the different rendering of IR film versus traditional b/w film, you can tale a look at image n°5 of this post, respect to the first picture I shoot at about the same place during the Adox CMS 20 film test recently performed.

—-

(Versione Italiana)

Quando ci avventuriamo nel misterioso campo della fotografia all’infrarosso (I.R.) entriamo nel reame dell’ignoto, o meglio, dell’invisibile. L’occhio umano, infatti, non è in grado di percepire le radiazioni luminose di frequenza superiore a 750 nm. Ed è proprio oltre questa soglia che si manifestano le radiazioni infrarosse. Cosa c’è dunque, oltre il limite invalicabile del visibile? A partire dagli anni ’30 del secolo scorso, la tecnologia fotografica ci ha permesso di scoprirlo, realizzando emulsioni dotate di appositi sensibilizzanti a queste frequenze dello spettro. La produzione di radiazioni infrarosse dipende da numerosi fattori, tra cui particolarmente importante in natura è la sintesi clorofilliana. Per questo motivo, uno dei campi principali dell’applicazione dell’I.R. è il paesaggio dove, a seconda del tipo di fogliame, del periodo dell’anno (e del giorno) , oltre che della quantità/qualità dell’irraggiamento solare, si ottiene lo spettacolare effetto “Wood”: il verde naturale viene rappresentato in b/n come quasi completamente bianco. Altra caratteristica saliente è l’aumento del contrasto tra cielo (spesso quasi del tutto nero) e nuvole.

Per utilizzare le pellicole IR è necessario però utilizzare appositi filtri che “tagliano” le radiazioni di lunghezza d’onda minori di quelle ad infrarossi. Questo quindi blocca la luce visibile in modo quasi completo, permettendo alla pellicola di registrare esclusivamente le radiazioni IR

Il filtro più usato ed efficace taglia le radiazioni al di sotto dei 720 nm e corrisponde alla numerazione #88A della denominazione ufficiale Kodak Wratten. Questi filtri però, tagliando la luce visibile, rendono necessaria una sovraesposizione di circa 5-8 stop rispetto alla sensibilità nominale della stessa pellicola quando viene usata normalmente. La misurazione esposimetrica per l’IR è comunque puramente indicativa, dato che gli esposimetri non leggono le radiazioni infrarosse e quindi è necessario effettuare un po’ di bracketing. Un altro elemento da considerare è che, essendo il filtro molto scuro, è molto più semplice affrontare questo genere fotografico con fotocamere a telemetro o reflex biottiche. Sulle normali reflex infatti, è necessario inquadrare e mettere a fuoco prima di montare il filtro stesso: una noiosa procedura da ripetere per ogni singolo scatto. Tutto ciò che ho scritto finora è a beneficio, naturalmente, dei i lettori meno esperti.

Prima d’iniziare a scattare in infrarosso mi sono documentato lungamente e finalmente, quando mi sono sentito (abbastanza) pronto, ho scattato il mio primo rullo usando la pellicola Rollei IR 400 ed un filtro IR 720. Da notare che, contrariamente a quanto stabilito dai più integralisti (come al solito, devo trasgredire un po’), ne ho usato uno economicissimo di provenienza orientale. Come sviluppo ho usato il solito, sempre affidabile, Adonal (Rodinal) diluito 1:50. Trattandosi di una prima volta i risultati sono stati straordinari ed affascinanti! Mi aspettavo potesse verificarsi qualche problema, oppure di sprecare fotogrammi con il bracketing (peraltro di soli due fotogrammi per soggetto: +6 e +7 stop tranne in un caso +7 e +8) e invece, assolutamente nessun problema. La classica “fortuna del principiante”… 😉

L’effetto Wood è presente in entrambi i casi ed i negativi sono tutti perfettamente utilizzabili e facilmente scansionabili. La nitidezza è impressionante. Certo, parte del merito va al Planar della Rolleiflex 3,5F, ma parte è dovuto ad un fenomeno tipico dell’I.R., che è quello di (eliminando il visibile) eliminare la foschia. Con questi valori di scatto e questo sviluppo, la gestione della gamma dinamica è stata ottima, con un notevole controllo delle ombre e delle alte luci, mentre la gamma dei grigi è stata perfettamente modulata. Per avere un’idea della differente resa della fotografia IR rispetto a quella tradizionale, potete confrontare la fotografia n°5 di questo post, con quella n°1 ripresa più o meno nello stesso luogo durante un test della pellicola Adox CMS 20 poco tempo fa.

Tech data:

Camera: Rolleiflex 3,5F – Film: Rollei IR 400 – Developer: Adox Adonal (Rodinal) – IR 720 Filter – MAnfrotto tripod – Scanner: Epson V550

Advertisements

2 thoughts on “Infrared: the amazing invisible realm

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s