By the Sea – Contax 159mm Test

Contax_Rpx100_001

Today it is raining so, instead of going out to photograph (that is the thing I love the most), better stay dry and write a nice post on my blog. This time we’ll talk about a high-end camera …. lent by a friend (yes, the same one who gave me the Leica R5) for this test. Some general thoughts before strating: the history of photography, especially of lenses, before the advent of Japanese ones, was made almost entirely by two brands: Zeiss and Leica. Two houses that have marked the mass diffusion of 35mm photography and  in the case of Zeiss, also of medium and large format.

Yes, Zeiss …. from the cheapest box cameras, to the more or less sophisticated folding , to the compact viewfinders and rangefinders, millions and millions of Zeiss lenses have spread all over the world. Synonymous with reliability and optical quality  without compromise. Names like Tessar, Planar, Distagon, Sonnar are just as familiar to fans as much as the Summilux, Summicron, Elmarit and Elmar products from Leica, and their optical designs have been (and still are) used by a host of other lenses produced by many brands. Contax brand always meant for Zeiss  the high end line of  35mm products. The Contax rangefinders have competed for decades with the Leica M39 and M, is in the hands of famous photographers, as in those of amateurs. Once SLR supplanted the  rangefinders and electronics became the mistress in photography, Zeiss also found himself having to cope with new trends. Albeit with difficulty (the Japanese mass production made it almost impossible to compete with for European products), the Contax brand said its also in this field …. a swan song, before the ultimate demise as  cameras producer. A notable example is the object this test: the Contax 159mm (1984). In this case, accompanied by the Planar 50mm f / 1.7, the Distagon 35mm f / 2.8 and the Distagon 28mm f / 2.8. All, of course, Red * T.

First Image and below: Planar 50mm

Contax_Rpx100_006

Contax_Rpx100_003

Contax_Rpx100_011

Contax_Rpx100_013

Contax_Rpx100_010

Contax_Rpx100_009

The technical specifications were at the forefront. Just to list the most interesting: Multi Mode Exposures  (hence the acronym mm), ie AV, Program, Program Slow and High Program in addition to the manual. Quartz controlled shutter  with times ranging from 1/4000 sec. to 60 sec. in Av mode. Flash sync at 1/250 sec. and so on. For full specifications please see this link.

Images below: Distagon 28mm

Contax_Rpx100_021

Contax_Rpx100_015

Contax_Rpx100_016

Contax_Rpx100_017

Contax_Rpx100_019

Contax_Rpx100_018

Contax_Rpx100_020

On the field, the use of the camera was a pleasure. The compact size (Porsche design) and light weight make it very easy to handle. The fast shutter allows you to use rather large openings even in bright shooting situations. Particularly useful was the AE block lever that, in addition to the  +/- 2 EV  correction knob allows accurate exposure measurements to suit our needs, even if its position often leads to confusion with the On/Off lever while you have the camera in shooting position.

Images below: Distagon 35mm

Contax_Rpx100_026

Contax_Rpx100_027

Contax_Rpx100_030

Contax_Rpx100_031

Contax_Rpx100_033

Contax_Rpx100_035

Contax_Rpx100_037

The yield of the lenses was, of course, at the height of their fame, except for certain flare issues in the case of 28mm. Phenomenon manifested by the sun in a semi-front direction and not in the frame. Conversely, setting it directly into the frame flare is absent or much more controlled. It must be said that I was not provided with any lens hood. 35mm also showed some barrel distortion, especially when the camera was not exactly parallel to the subject. The sharpness proved significant in all focal lengths as well as the bokeh, soft and progressive. A great contribution to the final result was given by the Rollei Rpx 100 film, developed in-Ars Imago Fd. I did not use any color filter.

(Testo Italiano)

Oggi piove quindi, invece di uscire a fotografare (che è la cosa che amo di più), meglio rimanere asciutti e scrivere un bel post sul mio blog. Per l’occasione stavolta parliamo di una fotocamera di fascia alta…. prestatami da un amico (si, proprio quello della Leica R5) per provarla. Per prima cosa qualche riflessione: la storia della fotografia, specialmente in campo di ottiche, prima dell’avvento delle case giapponesi, è stata fatta quasi interamente da 2 marchi: Zeiss e Leica. Due case che hanno segnato la diffusione di massa della fotografia 35mm e nel caso di Zeiss, anche del medio formato ed oltre. Già, Zeiss…. dalle più economiche box cameras, alle folding  più o meno sofisticate, alle compatte viewfinders e rangefinders, milioni e milioni di lenti Zeiss si sono diffuse in ogni parte del mondo. Sinonimo di affidabilità e qualità ottica senza compromessi. Nomi quali Tessar, Planar, Distagon, Sonnar sono altrettanto noti agli appassionati almeno quanto i Summilux, Summicron, Elmarit o Elmar prodotti dalla Leica, ed i loro schemi ottici sono stati (e lo sono tutt’ora) utilizzati da una miriade di altre lenti prodotte da altrettanti marchi. Da sempre il marchio Contax ha significato per Zeiss la linea dei prodotti di punta nel settore 35mm. Le Contax rangefinders hanno rivaleggiato per decenni con le Leica M39 e M, sia tra le mani di fotografi famosissimi, quanto in quelle di semplici appassionati. Una volta che le reflex soppiantarono come diffusione le telemetro e l’elettronica divenne la padrona in fotografia, anche Zeiss si trovò a dover far fronte alle nueve tendenze. Pur con difficoltà (la produzione di massa giapponese rendeva quasi impossibile essere concorrenziali ai prodotti europei), il marchio Contax disse la sua anche in questo campo…. un canto del cigno, prima della scomparsa definitiva come produzione di fotocamere. Un notevole esempio è l’oggetto questo test: la Contax 159mm (1984). Nel caso specifico, accompagnata dal Planar 50mm f/1.7, dal Distagon 35mm f/2.8 e dal Distagon 28mm f/2.8. Tutti, naturalmente, Red *T.

Le caratteristiche tecniche erano all’avanguardia. Tanto per elencare le più salienti: Esposizione Multi Mode (da cui la sigla mm) e cioè AV, Program, Program Slow e Program High oltre al manuale. Otturatore controllato al quarzo con tempi da 1/4000 sec. a 60 sec. in automatismo. Sincro Flash a 1/250 sec. e così via. Per le caratteristiche complete potete consultare questo link.

Sul campo, l’utilizzo della fotocamera è stato un piacere. Le dimensioni compatte (Porsche design) ed il peso contenuto la rendono molto maneggevole. L’otturatore velocissimo permette di usare aperture piuttosto ampie anche in situazioni di ripresa molto luminose. Particolarmente utile la leva del blocco esposizione che, in aggiunta alla possibilità di stararla +/- 2 EV permette misurazioni accurate ed adeguate ad ogni necessità, pur se la sua posizione porta spesso a confonderla con quella di accensione mentre si ha la macchina in posizione di scatto.

La resa delle lenti è stata, ovviamente, all’altezza del loro blasone, eccetto che per alcuni problemi di flare nel caso del 28mm. Fenomeno manifestatosi con il sole in posizione semi-frontale e non nell’inquadratura. Al contrario, inquadrandolo direttamente il fenomeno è assente o molto più contenuto. C’è da dire che non avevo a disposizione alcun paraluce. Il 35mm ha mostrato anche una certa distorsione a barilotto, specie con la fotocamera non esattamente parallela al soggetto. La nitidezza si è rivelata notevole in tutte le focali così come lo sfocato, morbido e progressivo. Un ottimo contributo al risultato finale è stato dato dalla pellicola Rollei Rpx 100, sviluppata in Ars-Imago Fd. Non ho utilizzato alcun filtro colorato.

Tech Data:

Camera: Zeiss Contax 159 mm – Lenses: Planar 50mm, Distagon 28 & 35mm – Film: Rollei Rpx 100 – Developer: Ars Imago Fd in Agfa Rondinax System – Scanner: Epson V550

Advertisements

2 thoughts on “By the Sea – Contax 159mm Test

  1. La Contax 159 mm… una compagna di viaggio insostituibile.
    E’ nelle mie mani dal lontano 1984, col Distagon, il Planar e il Sonnar.
    La resa delle ottiche è superlativa nella resa della gamma tonale.
    L’ergonomia del corpo è insuperata ai giorni d’oggi.
    Soltanto un neo: il rumore secco del suo otturatore.
    Elettronica con giudizio, come titolò Fotografare al momento della sua presentazione.
    Ciao Donato, buon anno e buona luce!

    Liked by 1 person

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s