The DDR Power – Exa Ia

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Many film photography fans are fascinated by cameras (and lenses) produced behind the so-called Iron Curtain, in countries of the former Warsaw Pact. The DDR (or GDR) between them has created brands as Ihagee, Praktica, Pentacon (which has absorbed the first), synonymous with high quality construction mechanics, along with names such as Carl Zeiss Jena, Meyer-Optik and the same Pentacon with lenses even at the highest level of quality. Speaking of cameras, robustness is one of the main qualities. The reliability of the models built in eastern Germany is also much higher than that of her contemporaries and even valid Soviet models. It is not uncommon then, to come across more than fifty years old cameras, which seem to come from the factory today and fully functional.

Particularly fascinating, both for the aesthetics that for some functional characteristics, are the SLR cameras of the series Exacta, initially produced by the Ihagee and later by Pentacon, together with the simpler, but equally valid Exa.

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A key feature is the presence of a waist level finder (Wlf), similar to those of Medium Format Tlr’s, removable and replaceable with a pentaprism. The specimen in my possession of Exa Ia features only the Wlf and is equipped  by a Meyer-Optik Görlitz Domiplan 50mm f / 2.8 lens. In summary, a model very “basic” with an “entry level” lens, without frills and equipped with the strictly necessary necessary to photograph. Given the particular configuration of the mirror (which also serves in part as a shutter), the faster speed is limited to 1 / 175sec. Another special feature of this model is the presence on some lenses with Exacta/Exa bayonet mount, of a lever that closes the aperture to the desired value and actuates the shutter button (located to the left of the lens).

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During practical use, the wlf is very useful, especially when shooting from below while, taking vertical shots needs some gymnic…. in fact, the photographer must be arranged at 90 ° to the subject. Very unusual and not easy to realize, but with a little practice … it can be done.

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The supplied lens, while simple and inexpensive, does his job very well, sharp enough and with a pleasant out of focus, as can be seen in the images. I was so impressed by this Exa I’m going to buy also the model Ib, with M42 mount, so I’ll be able to use other lenses in my possession, such the Helios 44 M 4 or the Pentacon 28mm and 135mm.

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I used the camera with a yellow filter and a rubber lens hood. The film was the Kentmere 100, developed in Ars-Imago Fd.

(Versione Italiana)

Molti appassionati sono affascinati dalle fotocamere (e dalle lenti) prodotte dietro la cosiddetta Cortina di Ferro, nei paesi dell’ex Patto di Varsavia. La DDR (o GDR) tra queste ha dato vita a marchi quale Ihagee,  Praktica, Pentacon (che poi ha assorbito la prima), sinonimo di elevata qualità costruttiva meccanica, affiancati da nomi quali Carl Zeiss Jena, Meyer-Optik e la stessa Pentacon, con lenti anche di altissimo livello. Parlando di fotocamere, la robustezza è una delle qualità principali. L’affidabilità dei modelli costruiti nella Germania dell’est inoltre, è nettamente superiore a quella della sue contemporanee e pur valide sovietiche. Non è raro quindi, imbattersi in fotocamere più che cinquantenni, che sembrano uscite oggi dalla fabbrica e perfettamente funzionanti.

Particolarmente affascinanti, sia per l’estetica che per alcune caratteristiche funzionali, sono le fotocamere reflex della serie Exacta, prodotte inizialmente dalla Ihagee ed in seguito dalla Pentacon, insieme alle più semplici, ma altrettanto valide Exa.

Una delle caratteristiche principali è la presenza di un mirino a pozzetto, simile a quelli delle bi-ottiche medio formato, rimovibile e sostituibile con un pentaprisma. L’esemplare in mio possesso di Exa Ia dispone solamente del pozzetto ed è corredata da un’ottica Meyer-Optik Görlitz Domiplan 50mm f/2.8. In sintesi, un modello veramente “base”, con un’ottica “entry level”, senza fronzoli e dotato dello stretto necessario per fotografare. Data la particolare configurazione dello specchio reflex (che funge anche in parte da otturatore), il tempo di scatto più veloce è limitato a 1/175sec. max. Un’altra caratteristica particolare di questo modello è la presenza su alcuni obiettivi dedicati, di una leva che chiude il diaframma al valore prescelto ed aziona il pulsante di scatto (posto a sinistra dell’obiettivo).

Durante l’uso pratico, il pozzetto si rivela molto utile, specie per eventuali riprese dal basso anche se, per effettuare scatti in verticale…. bisogna disporsi a 90° rispetto al soggetto inquadrato. Cosa molto insolita e di non semplice realizzazione, ma con un po’ di pratica… si può fare.

L’ottica in dotazione, pur semplice ed economica, fa egregiamente il suo dovere, sufficientemente nitido e con un piacevole fuori fuoco, come si può notare dalle immagini proposte. Sono rimasto tanto ben impressionato da questa Exa che ho intenzione di acquistare anche il modello Ib, dotato di innesto a vite M42, in modo da poter utilizzare altri obiettivi in mio possesso, quali l’Helios 44 M 4 ed i Pentacon 28mm e 135mm. Tutti gli scatti sono stati effettuati con un filtro giallo e con un paraluce in gomma. La pellicola utilizzata è la Kentmere 100, sviluppata in Ars-Imago Fd.

Tech Data:

Camera: Ihagee Exa Ia – Lens: Meyer-Optik Görlitz Domiplan 50mm f / 2.8 – Film: Kentmere 100 – Developer: Ars Imago Fd in Rondinax System – Scanner: Epson V550

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