Kodak Retina Ia – My First One

001_RetinaIa_Fp4005bis

Since I started (again) to deal with analog photography, I discovered that there are many enthusiasts who use and collect eagerly Retina cameras and Retinette produced (in numerous models and variants) by Kodak Nagel in Germany from the thirties to the late sixty. At the beginning I did not give much weight to the thing: I was attracted more by other types of cameras, but then some “virtual” friends have strongly advised me to try them. I must also say that my “family camera”, the one with which my father photographed my childhood … was a Retinette Ia!

The Retinette Ia is still in with me, in excellent cosmetic condition, but needs a shutter repair. Meanwhile, I was able to … take possession of some of both series models at low prices (despite the Collectors competition) and the first i got is a nice Retina Ia (Typ 015), fully working.

001_RetinaIa_Fp4031

001_RetinaIa_Fp4034

001_RetinaIa_Fp4029

Returning for a moment on the old side, these cameras have always been very popular, both in the more sophisticated variants as in the most simple and less expensive ones. All the first production of the Retina and Retinette models is characterized by having the retractable lens inside the camera body, closed at rest position by a sturdy protective door. The building has always been impeccable, with high quality materials and optical performance of high level. One of the first series of Retina model (Typ 118) has even immortalized the conquest of Mount Everest! Demonstrating compactness, combined with a proverbial robustness.

001_RetinaIa_Fp4033

001_RetinaIa_Fp4003

Generally, the Retina mounted  50mm Schneider – Kreuznach lenses, in Xenar variants f/2.8 or f/3.5 and Xenon f/2 while on the Retinette the lens was a  Reomar Rodenstock 45mm f/2.8 or f/3.5. There are also some types that can change the lenses and some Reflex series. All the lenses were mounted on central leaf shutters  from the Pronto or  Compur series.

001_RetinaIa_Fp4018

001_RetinaIa_Fp4014

001_RetinaIa_Fp4010

In general, the differences between the series and the variants are the type of viewfinder for framing, the presence or absence of exposure meters and rangefinders (both coupled or uncoupled) and the type of lens mounted. In short, a whole photographic universe. To know more you can check out this site and this one.

Coming to the practice test, my Ia despite having been produced in 1952, performed remarkably well. The shutter fires promptly and above all, silently. The focusing is smooth and precise, and the lens is clean and unscratched. The only drawback: the viewfinder. It  is really small (and a bit dirty inside), so it is (almost) impossible to frame perfectly. Better to be a little … larger when framing, in anticipation of some adjustment in post-production. Of course, in this model, there’s not a meter or a rangefinder. There is really only the essentials. And so I wanted to photograph … entrusting myself to the “good old” 16 rule and in the most complicated cases, using the excellent Android app for metering. The lens is a Xenar f/2,8. It showed virtually absent distorsions and vignetting, a nice bokeh and a good flare resistance, despite the absence of a lens hood.

001_RetinaIa_Fp4009

001_RetinaIa_Fp4015

001_RetinaIa_Fp4023

001_RetinaIa_Fp4016

001_RetinaIa_Fp4013

001_RetinaIa_Fp4024

Wide Open – f/2,8 – 1/15 sec. Handheld

RetinaIa

As a film, I used Ilford FP4+, rated @ box speed, this time developed in Adox Fx39. The negatives are very good and the scan was easy. Maybe I expected greater sharpness in some shots (at least I heard), but as always, it is difficult to judge just scanning a film.

(Versione Italiana)

Da quando ho iniziato (di nuovo) ad occuparmi di fotografia analogica, ho scoperto che ci sono moltissimi appassionati che usano e collezionano avidamente le fotocamere Retina e Retinette  prodotte (in numerosissimi modelli e varianti) dalla Kodak in Germania dagli anni trenta alla fine degli anni sessanta. All’inizio non ho dato tanto peso alla cosa: mi attiravano di più altre tipologie di fotocamere, ma poi alcuni amici “virtuali” mi hanno vivamente consigliato di provarle. Devo anche dire che la mia fotocamera di “famiglia”, quella con cui mio padre ha registrato la mia infanzia… era proprio una Retinette Ia!

La Retinette Ia è ancora in mio possesso, in ottime condizioni estetiche, ma necessita di una riparazione all’otturatore. Nel frattempo, sono riuscito ad… impossessarmi di alcuni modelli di entrambe le serie a poco prezzo (nonostante l’agguerritissima concorrenza dei collezionisti) e la prima arrivata è stata una bella Retina Ia (Typ 015), perfettamente funzionante.

Tornando per un attimo sul lato storico, queste fotocamere sono sempre state molto apprezzate, sia nelle varianti più sofisticate che in quelle più semplici ed economiche. Tutta la prima produzione dei modelli Retina e Retinette si caratterizza per avere l’obiettivo retrattile all’interno del corpo macchina, chiuso in posizione di riposo da un robusto sportello di protezione. La costruzione è sempre stata impeccabile, con materiali di alta qualità e con prestazioni ottiche di alto livello. Uno dei primissimi modelli di Retina (Typ 118) prodotti ha persino immortalato la conquista dell’Everest! A dimostrazione della compattezza, unita ad una proverbiale robustezza.

Generalmente, le Retina montano ottiche 50mm  Schneider – Kreuznach, nelle varianti Xenar f/2,8 o f/3,5 e Xenon f/2 mentre le Retinette montano obiettivi Rodenstock Reomar 45mm f/2,8 o f/3,5. Ci sono poi alcuni tipi che hanno la possibilità di cambiare le ottiche ed alcune serie di tipo reflex. Le ottiche potevano essere montate su otturatori delle serie Pronto o Compur. Tutti a lamelle centrali.

In genere, le differenze tra le serie e le varianti sono date dal tipo di mirino per l’inquadratura, dalla presenza o meno di esposimetri e telemetri, sia accoppiati che non e dal tipo di ottica montata. Insomma, un intero universo fotografico. Per saperne di più potete consultare questo sito e quest’altro.

Venendo alla prova prova pratica, la mia Ia, pur essendo stata prodotta nel 1952, si è comportata egregiamente. L’otturatore scatta prontamente e soprattutto, silenziosamente. La ghiera di messa a fuoco è fluida e precisa e l’ottica è pulita e senza graffi. Unico neo: il mirino. E’ piccolissimo (ed un po’ sporco all’interno), per cui è (quasi) impossibile inquadrare alla perfezione. Meglio quindi stare un po’… larghi, in previsione di qualche aggiustamento del taglio in post-produzione. Naturalmente, in questo modello, di telemetro ed esposimetro non se ne parla. C’è veramente solo l’essenziale. E così ho voluto fotografare… affidandomi alla buona vecchia regola del 16 e nei casi più complicati, all’ottima app disponibile per gli smartphones Android. Questa Ia è dotata di obiettivo Xenar f/2,8 che ha mostrato distorsioni e vignettatura praticamente assenti, un piacevole sfocato ed una buona resistenza al flare.

Come pellicola ho usato la Ilford Fp4+, questa volta sviluppata in Adox Fx39. I negativi sono molto buoni e la scansione è stata facile. Magari mi aspettavo una maggiore nitidezza in alcuni scatti (almeno a quanto avevo sentito dire) ma come sempre, è difficile giudicare dalla sola scansione.

Tech Data:

Camera: Kodak Retina Ia – Lens: Schneider-Kreuznach Xenar 50mm f/2,8 – Film: Ilford Fp4+ – Developer: Adox Fx39 in Agfa Rondinax System – Scanner: Epson V550

Advertisements

2 thoughts on “Kodak Retina Ia – My First One

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s