Olympus XA 4 – Ilford Delta 3200 @ 1600 in DD-X

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FIRST YEAR POST!

Yes, dear friends, it’s been a year since I published the first post of this blog! And it’s thanks to you that followed and helped it grow, that this experience has become day by day more enjoyable and exciting. It’s nice to know to be able to contribute, albeit in small part, to the preservation and indeed, to the spread of Analogue Photography. Getting readers from all over the world, and still rising, is a very satisfying element: a sign that I’m working well, in the right direction and with credibility. A small bunch of words and opinions, but many images that speak for themselves, so that readers can always evaluate the results and decide if and how these can be useful for him. A film / developer pair? An old camera? A lens you heard about? Here, maybe, on this blog you can find something of interest to you, written and photographed by an enthusiast, just like you, and exactly in the conditions of use that anyone can experience in his real life. Thank you, once again, my friends, to support me following this blog! I will do my best to always live up to your trust.

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This time let’s talk  about the Olympus XA 4 Macro. A compact viewfinder (with parallax correction marks) camera, fully automatic, which is part of a popular series (called the Eggs by people)  very appreciated by fans during the 80’s. Starting from XA1, equipped with rangefinder, to the simplest XA2 and 3, until the last of the series precisely, the XA4 which is characterized by the presence of a Zuiko 28mm f/3.5 instead of 35 mm that equipped the previous models. Almost the ideal camera for street photography: discreet, whisper quiet, compact and lightweight, easy to take always with us. The optical quality was remarkable, especially considering the small size of the lenses, but Olympus has accustomed us  at high optical performance, in addition to innovation in design and in the weight/size containment. A sliding shell cover protects the lens and acts as a switch to turn on/off the camera. When opening the XA4, the focus distance is automatically set to the 10 ft – infinity range (ie, about 3 mt to infinity). We can, however, select shorter distances, up to 30 cm. Without rangefinder, we usually work  with focus guessing but , in the case of the macro, with an ingenious system of measurement: the 30 cm distance is equivalent to the length of the original wrist strap. Including all variants of the series, the fourth seems to be the rarest and most sought after, at least judging by the prices charged on Ebay. Fortunately, I have found mine at a flea market for just 10 Euros, fully functional and equipped with its A-11 Flash.

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The film speed is set with the DX system, but you can set values from 25 to 1600 ISO via a small lever under the front lens, if you use older cartridges without this system. The only course of action for the photographer is entrusted to a lever on the bottom plate, which operated, overexpose  1.5 stops (useful when shooting backlight).

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To test this little gem, I decided to use Ilford Delta Professional 3200 ISO film, rated @ 1600. To do this, I had to “cheat” the DX system. Placing a piece of black Gaffer Tape on the contacts, I simulated the presence of a film without code and I was able to set the sensitivity of the lever (which does not work when loading DX rolls) on 1600 Iso value. The developer was Ilford ILFOTEC DD-X.

The practical use of this camera is simple and quick. The only downside is that you have no idea about what (and how) the meter is doing, so I have noticed a tendency to be too influenced by the presence of highlights on the scene, resulting in underexposure of the frame. Best was the yield in situations with more uniform lighting, even if very low. For I have taken both indoors, and in the evening or in poorly lit areas, but even in bright sunlight.

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The film showed an accettable results of greytones, although I would have expected a more moderate grain. The performance of Zuiko were still confirmed: good resolving power, virtually no distortion, small vignetting and good resistance to flare.

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(Versione Italiana)

Un anno dopo!

Già, cari amici, è passato un anno da quando ho pubblicato il primo post di questo mio blog! Ed è grazie a voi che lo avete seguito e visto crescere, che questa esperienza è diventata ogni giorno più piacevole ed esaltante. E’ bello sapere di riuscire a contribuire, sia pur in piccola parte, alla conservazione ed anzi, alla diffusione, della Fotografia Analogica. Avere lettori da ogni parte del mondo, ed in continuo aumento, non può che essere un elemento di grande soddisfazione: segno che si sta lavorando bene, nella direzione giusta e con credibilità. Pochi giri di parole e di opinioni, ma tante immagini che parlano da sole, in modo che i lettori possano sempre valutare i risultati e decidere cosa e come può loro essere utile. Un’accoppiata pellicola/rivelatore? Una particolare fotocamera? Un certo obiettivo di cui si è sentito parlare? Ecco, magari qui, su questo blog, può trovare qualcosa di suo interesse, scritto e fotografato da un appassionato, esattamente come lui ed esattamente nelle condizioni d’uso che chiunque può sperimentare nella sua vita reale. Grazie, ancora una volta, amici miei, per sostenermi seguendo questo blog! Farò del mio meglio per essere sempre all’altezza della vostra fiducia.

Questa volta parliamo un poco della Olympus XA 4 Macro. Una fotocamera viewfinder compatta, completamente automatica, facente parte di una serie (il famoso “Ovetto”) molto diffusa ed apprezzata dagli appassionati durante gli anni ’80. A partire dalla XA1, dotata di telemetro, alle più semplici XA2 e 3, fino all’ultima della serie appunto, la XA4 che si caratterizza per la presenza di un obiettivo Zuiko 28mm f/3,5 invece del 35 mm che equipaggiava le precedenti. Una fotocamera considerata ideale per la fotografia di strada: discreta, silenziosissima, compatta e leggera, comodissima da portare sempre con se. La qualità ottica era notevole, specie considerando le ridotte dimensioni delle lenti, ma la Olympus ci ha abituato da sempre alle alte prestazioni ottiche, oltre all’innovazione nelle forme e nel contenimento di peso e dimensioni. Uno sportello rigido scorrevole protegge l’obiettivo e funge da interruttore per l’accensione della fotocamera. All’apertura, nel caso della XA4, la distanza di messa a fuoco s’imposta automaticamente sul range 10 feet – infinito (cioè, 3mt. infinito). E’ possibile però selezionare distanze più brevi, fino ad arrivare alla macro a circa 30 cm. Essendo priva di telemetro (nel mirino sono comunque visibili la cornice luminosa e le linee di correzione della parallasse) , si lavora con lo “zone focusing” e, nel caso della macro, con un ingegnoso sistema di misurazione: la distanza equivale alla lunghezza del laccetto da polso di cui è dotata. Tra tutte le varianti della serie, la 4 sembra essere la più rara e ricercata, almeno a giudicare dai prezzi richiesti su Ebay. Fortunatamente, io ho trovato la mia ad un mercatino per soli 10 euro, perfettamente funzionante e dotata del suo flash A-11.

La sensibilità della pellicola è impostata con il sistema DX, ma è possibile settare valori da 25 a 1600 Iso tramite una levetta posta sotto la lente frontale, nel caso si usino caricatori privi di tale sistema. L’unica possibilità d’intervento in ripresa è affidata ad una levetta posta sul fondello, che azionata, sovraespone di 1,5 stop (utile in caso di controluce).

Per testare questo piccolo gioiello, ho deciso di utilizzare una pellicola Ilford Delta Professional 3200 Iso, esponendola a 1600. Per far questo, ho dovuto “ingannare” il sistema DX. Ponendo un pezzo di nastro da elettricista (Gaffer Tape) sui contatti, ho simulato la presenza di un rullino privo del codice ed ho così potuto settare la levetta della sensibilità (che non funziona in presenza di caricatori DX) sul valore di 1600 Iso. Lo sviluppo è poi stato affidato all’Ilford Ilfotec DD-X.

L’uso pratico di questa fotocamera è semplicissimo e rapido. L’unico lato negativo è che non si ha idea di cosa (e di come) l’esposimetro stia facendo, per cui ho potuto notare una certa tendenza ad essere troppo influenzato dalla presenza di alte luci sulla scena, con conseguente sottoesposizione del fotogramma. Migliore è stata la resa nelle situazioni con illuminazione più uniforme, anche se molto bassa. Ho infatti scattato sia in interni, che di sera o in zone poco illuminate, ma anche in pieno sole.

La pellicola ha mostrato una buona resa delle tonalità, pur se mi sarei aspettato una grana più contenuta. Le prestazioni dello Zuiko sono state comunque confermate: buona risolvenza, distorsione praticamente assente, vignettatura contenuta e resistenza al flare.

Tech Data:

Notes: Camera works only with 2 LR44 type batteries.

Camera: Olympus XA4 Macro – Lens: Zuiko 28 mm f/3,5 – Film: Ilford Delta Professional 3200 rated @ 1600 Iso – Developer: Ilford Ilfotec DD-X – Scanner: Epson V550.

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2 thoughts on “Olympus XA 4 – Ilford Delta 3200 @ 1600 in DD-X

    1. Grazie per gli auguri! 😉 In effetti, avevo letto che la Delta 3200 è in realtà, una 1600… Comunque, le prossime prove sono dedicate alla 400, per vedere come si comporta a 1600 con il DD-X (ad 800 l’ho già provata).

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