Ferrania Eura: The Italian Holga

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Ferrania is a brand that all Italians of a certain age know, at least also in name only, because until the ’70s the advertising signs and neon signs appeared often in alignment with the photographers “shops” even in the remotest villages. Who then did not use at these times at least one Ferrania film roll? In short, it was kind of our local Kodak. Currently, this brand has returned to the attention of analogue photography enthusiasts with a crowdfunding operation to reactivate the film production lines once famous both in Italy and abroad. Anyway, is not the film that I want to speak about here, but a medium format camera: Ferrania Eura. Built since 1959/early ’60s, the Eura was a kind of Italian Holga, but made in a more refined and reliable way as well, with a decidedly higher level design.

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The materials used are plastic and aluminum for the structure and a simple single lens (meniscus) for the optical part. Practically the same type of construction of a box camera, but with the shape of a reflex …. The shutter is spring-loaded, with a single speed (about 1/50 sec.), two apertures (f/8 and ….. f/12) and a ring to adjust the focus.

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As mentioned, the build quality is excellent, definitely lived era of Italian industrial production, not far from the more famous German brands. So, we do not experience light leaks or unwanted openings of the back (thanks also to a safety block) and there is practically no vignetting in the images obtained. For a very few Euros I managed to get one in a perfect condition, practically new, accompanied by its flash and manuals (one of which is a real photography manual for beginners), all contained in a nice original handbag.

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During my recent trip to L’Aquila, I decided to take it with me for a test and I made some “random” shooting during the intervals of the job that I was doing. Despite not having many opportunities for exposure adjustment, all 12 of the frames in the Delta 100 with which I loaded it came properly exposed. Obviously, in this kind of cameras we can not expect a high resolution, but the end result is still nice and as said, without any of the noisy defects of the most famous Holga and Diana, just to mention the Lomo cameras that are all the rage.

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The last image is a work of a couple of artists who live near L’Aquila: Massimo Piunti e Silvia di Gregorio. They build these “Pupazze” following an ancient folkloric tradition.

The first two shots were made in Onna, a village completely destroyed by the 2009 earthquake.

A little homage to the victims of that tragedy.

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(Versione Italiana)

Ferrania è un marchio che tutti gli italiani di una certa età conoscono, almeno anche solo di nome, perché fino agli anni ’70 le scritte pubblicitarie e le insegne luminose comparivano spesso in corrispondenza dei “negozi” dei fotografi anche nei paesini più sperduti. Chi poi non ha usato all’epoca almeno un rullo di pellicola Ferrania? Insomma, era una specie di Kodak nostrana. Attualmente, questo marchio è tornato all’attenzione degli appassionati di fotografia analogica con una operazione di crowdfunding volta a riattivare le linee di produzione di pellicole un tempo famose sia in Italia che all’estero. Ma, in questa sede, non è di pellicole che volevo parlare, bensì di una fotocamera medio formato: la Ferrania Eura. Costruita a partire dal 1959, la Eura è una specie di Holga italiana, ma costruita in maniera moto più raffinata ed affidabile nonché, con un’estetica decisamente superiore.

I materiali usati sono plastica ed alluminio per la struttura ed una semplice lente singola (menisco) per la parte ottica. Praticamente lo stesso tipo di costruzione di una Box Camera, solo con la forma di una reflex…. L’otturatore è a molla, con un unico tempo di scatto (circa 1/50 sec.), due aperture di diaframma (f/8 e….. f/12) e la possibilità di regolare la messa a fuoco.

Come accennato, la qualità costruttiva è ottima, sicuramente all’altezza della produzione industriale italiana dell’epoca, non disssimile della più blasonata fama tedesca. Non si hanno quindi infiltrazioni di luce, aperture inopportune del dorso (grazie anche ad un blocco di sicurezza) e non c’è praticamente vignettatura nelle immagini ottenute. Per pochissimi euro sono riuscito a procurarmene una in condizioni perfette, praticamente nuova, accompagnata dal suo flash e dai manuali (di cui uno è un vero e proprio manuale di fotografia per i meno esperti), il tutto contenuto in una simpatica borsetta originale.

Durante il mio recente viaggio a L’Aquila, ho deciso di portarla con me per provarla e ho effettuato qualche scatto “random” negli intervalli del lavoro che stavo realizzando. Pur non avendo molte possibilità di regolazione dell’esposizione, tutti e 12 i fotogrammi della Delta 100 con cui l’avevo caricata sono venuti correttamente esposti. Ovviamente, in questo genere di fotocamere non possiamo aspettarci una risoluzione elevata, ma il risultato finale è comunque piacevole e come detto, privo dei fastidiosi difetti delle più famose Holga e Diana, solo per citare le Lomo cameras che vanno per la maggiore.

L’ultima immagine raffigura un’opera di una coppia di artisti (Massimo Piunti e Silvia Di Gregorio) che vivono vicino L’Aquila. Le cosiddette “Pupazze” sono costruite seguendo un’antica tradizione.

I primi due scatti sono stati realizzati ad Onna, paesino interamente distrutto dal terremoto del 2009.

Un mio piccolo omaggio alle vittime di quella tragedia.

Tech Data:

Camera: Ferrania Eura – Film: Ilford Delta 100 Professional – Developer: Adox FX 39 – Scanner: Epson V550

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