Kodak Retina IIa (Typ 016) – The Last One

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I promised you, my dear readers: this would be the last Retina test. Actually it had been there for a bit of time and waited for his chance to be used. The Retina IIa is one of the most sought after on the market and in fact, I struggled just to find a copy in good condition at a reasonable price. The reasons are soon said: small, handy, but at the same time, equipped with a rangefinder and especially, the prestigious and fast Schneider Kreuznach lens Xenon 50mm f/2.

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Unlike the one present in my Retina II, in this case the lens has coating treatment. As mentioned, aesthetic and mechanical conditions of this model, although built between 1951 and 1954, are excellent and do was see how it would behave on the field. Taking advantage of a business trip for an event with Fujifilm Italy, I decided to extend the trip itself a couple of days and devote myself to shoot on film in the small but beautiful town from which my family: Martina Franca. Here, the Apulian Baroque reaches one of its highest levels, especially in the facade of the Basilica of San Martino. I even made some shots in Taranto, near the sea, at night. I loaded the camera with Kodak Tri-x rated @ box speed and then developed it (as usual now) with Ilford DD-X.

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I could then shot in different situations of light: either outdoors, or indoors and even at night or from a car running (see photo of the wind turbines), always measuring the exposure with the Weston Master III recently acquired, which had proved quite accurate. In use, the IIa has proved reliable, the rangefinder was spot-on and shutter sound was like a whisper. Like other Retina, often it remains hard to reach (while you have your eye to the viewfinder)  the focus lever, rather small and a bit too advanced as position.

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One of the few real defects of this camera (at least for me) is the viewfinder. Even the “old” type, that is, rather small and no bright line frames (introduced on Ia, Ib, IIc and IIIc models) with parallax correction. With this viewfinder, invariably, I always commit some mistake when framing. Sure, this do not favor people with glasses. A plus compared to other Retina however, is the presence in the upper position of the  charging lever: more intuitive, for those born with a film SLR, compared to the lower lever or even the simple advance knob, disconnected from the shutter, as used on older models (I and II) .

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Coming to the images, I personally have not been able to appreciate substantial differences compared to Xenon II (especially in the presence of a significant flare in night shots), but also compared to Xenar  f/2.8 in  Ib and IIIc. I also printed a few frames and are now in the dark room to dry. As soon as possible I will make a print comparison with those made with other cameras. I’m still pretty happy in printing performance, and also the fact that I was able to print the images as I wanted, based on the results obtained after scanning. Of course, after so many years, it takes a bit of time (and a lot of photo paper to waste) to get the knack of printing argentic, but above all, being adequate to my current needs about the end result, which surely aren’t those of a newbie back in the 70’s … 😉

(Versione Italiana)

Ve l’avevo promesso, miei cari lettori: questa sarebbe stata l’ultima Retina da provare. In realtà era lì da un po’ di tempo ed aspettava la sua occasione per esser messa alla prova. La IIa è una delle Retina più ricercate sul mercato ed infatti, ho faticato non poco per trovarne un esemplare in buone condizioni ad un prezzo ragionevole. Le ragioni sono presto dette: piccola, maneggevole ma allo stesso tempo, dotata di telemetro e soprattutto, del prestigioso e luminoso Schneider Kreuznach Xenon 50mm f/2. A differenza di quello presente nella mia Retina II, in questo caso la lente è dotata di trattamento anti-riflessi. Come detto, le condizioni estetiche e meccaniche di questo modello, pur costruito tra il 1951 ed il 1954, sono ottime e non restava che vedere come si sarebbe comportata sul campo. Approfittando di un viaggio di lavoro per un evento con Fujifilm Italia, ho ho deciso di prolungare il viaggio stesso di un paio di giorni e dedicarmi a scattare in pellicola nella piccola ma bellissima città da cui proviene la mia famiglia: Martina Franca. Qui, il Barocco pugliese raggiunge uno dei suoi livelli più elevati, specie nella facciata della Basilica di San Martino. Qualche scatto l’ho anche effettuato a Taranto, vicino al mare, in notturna. Come pellicola, ho usato la Kodak Tri-x che poi ho sviluppato (com’è ormai consuetudine) con l’Ilford DD-X.

Ho quindi potuto scattare in diverse situazioni di luce: sia all’aperto, che in interni ed in notturna (ho scattato anche dalla macchina in corsa, la foto delle pale eoliche), misurando sempre l’esposizione con il Weston Master III di recente acquisizione, che si era rivelato piuttosto preciso. Durante l’uso, la IIa si è dimostrata affidabile, il telemetro affidabile e lo scatto silenziosissimo. Come le altre Retina, spesso rimane difficile trovare subito (mentre si ha l’occhio al mirino) la leva di messa a fuoco, piuttosto piccola ed in posizione un po’ troppo avanzata. Uno dei pochi veri difetti di questa fotocamera (almeno per me) è il mirino. Ancora del “vecchio” tipo, e cioè piuttosto piccolo e senza cornici luminose (introdotte sui modelli Ia, Ib, IIc e IIIc) con la correzione del parallasse. Con questo mirino, immancabilmente, commetto sempre qualche errore nell’inquadratura. Certo, gli occhiali non mi favoriscono in casi come questi. Un punto a favore rispetto alle altre Retina è invece la presenza della leva di carica in posizione superiore: più intuitiva, per chi è nato fotograficamente con le reflex a pellicola, rispetto a quella inferiore o addirittura alla semplice manopola di avanzamento, scollegata dall’otturatore (c0me nei modelli I e II).

Venendo alle immagini, personalmente non sono riuscito ad apprezzare sostanziali differenze rispetto allo Xenon della II (specie per la presenza di un notevole flare negli scatti notturni), ma anche rispetto allo Xenar f/2,8 della Ib e IIIc. Ho anche stampato alcuni fotogrammi ed ora sono in camera oscura ad asciugare. Appena possibile farò un confronto in stampa con quelli realizzati con le altre fotocamere. Sono comunque piuttosto soddisfatto della resa in stampa, ed anche del fatto che sono riuscito a stampare le immagini come volevo, basandomi sui risultati ottenuti dopo la scansione. Certo, dopo tanti anni, ci vuole un po’ di tempo (ed un po’ di carta fotografica da sprecare) per riprendere la mano con la stampa argentica… ma soprattutto, con le mie attuali esigenze rispetto al risultato finale, che non sono certo quelle di un ragazzo alle prime armi nei lontani anni ’70/’80… 😉

Tech Data:

Camera: Kodak Retina IIa (Typ 016) – Lens: Schneider Kreuznach Xenon 50mm f/2 – Film: Kodak Tri x – Developer: Ilford Ilfotec DD-X – Scanner: Epson V550

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