Sometimes it’s mandatory

Field 01

There are many reasons (especially in the case of film photography) that lead me to prefer the black and white as a medium of choice. The main ones are precisely expressive. Eliminating the color variables, in fact, I can concentrate more on composition, I can pay more attention to the volumetric elements, to the alternation between light and shadow, to the almost infinite shades of gray. Probably, the b/w also helps in emphasizing certain elements that we can define as “emotional” of the picture. There are some nostalgic reasons too: many years ago, I began to approach to photography as passionate right through the b/w, developing my own films and printing in the darkroom. There are also practical reasons: to be able, in fact, develop easily (and cheaply) by ourselves is a major plus, to gain time and have more possibilities for action/experimentation to achieve the desired results. Regarding colour film photography, we must admit that, nowadays, it becomes increasingly difficult to find laboratories which develop the color and the slides. The advance of digital technology has made it impossible for small / medium-sized companies can continue to maintain the expensive machinery needed to develop/print color as understood in the classical way. Reading about it in different international forums it happened more than once to read things like, “hi, do you know if there is still a good color laboratory in Baltimore area” and see answers such as: “I do not know, but there must be a good one in S. Francisco “….

Field 02 Thankfully, here in Italy there are still widespread collection centers which then send the material to a couple of large national centers (mainly devoted to digital printing) who still work the color in a decent way, and in a few days we can have back the product (negatives, dia, scans, prints, etc.). That said, and despite the major difficulties both practical and economic, sometimes color is mandatory. In fact, a couple of weeks ago, on my way to perform the test described in a previous post, I noticed some beautiful flower fields. So, the next day, I could not help but come back with camera (Agfa Isolette III) loaded with a negative color film. Obviously … then it began the wait ….

Field 03 Yesterday I finally got back the developed negatives and after fighting a long time to get decent scans (I find it much easier to work the b/w), I managed to pull out something. I must say that I am always pleasantly surprised by the performance of cameras that are sometimes even older than me. A way to remind us that photography has always done, and well done too, thanks to well-designed and manufactured products that, even today, do their job very well. The film Fujifilm Pro400H (expired in July 2012) has, of course, his share of merit in the final result.

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Versione Italiana

Alle volte è obbligatorio…

Sono molti i motivi (specialmente nel caso della fotografia a pellicola) che mi spingono a preferire il bianco e nero come mezzo espressivo di scelta. I principali sono appunto, espressivi. Eliminando la variabile colore, posso concentrarmi infatti maggiormente sugli aspetti compositivi dell’immagine, posso porre maggiore attenzione agli elementi volumetrici in “se”, alle alternanze tra luci ed ombre, alle pressochè infinite sfumature di grigi. Probabilmente, il b/n aiuta anche nel sottolineare alcuni elementi che possiamo definiri “emotivi” dell’immagine. Ci sono poi motivi…nostalgici: tanti anni fa, iniziai ad avvicinarmi alla fotografia come appassionato proprio attraverso quella in b/n, sviluppando da solo le pellicole e stampando in camera oscura. Ci sono poi motivi pratici: poter, appunto, sviluppare facilmente (ed economicamente) da se i rullini è un plus notevole, quanto a tempi operativi e possibilità d’intervento/sperimentazione. Per quanto riguarda la fotografia a pellicola, bisogna poi ammettere che, al giorno d’oggi, diventa sempre più difficile trovare laboratori che sviluppano il colore e le diapositive. L’avanzata del digitale ha reso impossibile alle piccole/medie aziende poter continuare a mantenere i costosi macchinari necessari allo sviluppo/stampa colore inteso in senso classico. Leggendo su diversi forum internazionali mi è capitato più di una volta di leggere cose tipo: “salve, sapete se c’è ancora un buon laboratorio colore in zona Baltimora” e vedere risposte tipo: “non so, ma ce ne dev’essere uno buono a S. Francisco”…. Fortunatamente, qui in Italia ci sono ancora diffusi centri di raccolta che poi inviano il materiale ad un paio di grandi centri nazionali(prevalentemente votati alla stampa digitale) che ancora lavorano il colore in modo decente, ed in qualche giorno si ha indietro il prodotto lavorato (negativi, dia, scansioni, stampe etc.). Ciò premesso e nonostante le maggiori difficoltà sia pratche che economiche, ogni tanto al colore non si può proprio rinunciare. Infatti, un paio di settimane fa, mentre mi recavo a realizzare il test descritto in un post precedente, per strada ho notato dei bellissimi campi fioriti. Per questo, il giorno dopo, non ho potuto fare a meno di tornarci con in macchina (Agfa Isolette III) un bel negativo colore. Ovviamente poi… è iniziata l’attesa…. Ieri ho finalmente ritirato i negativi e dopo aver combattuto a lungo per eseguire delle scansioni decenti (trovo molto più facile lavorare il b/n), qualcosa sono riuscito a tirar fuori. Devo dire che rimango sempre piacevolmente stupito dalla resa di fotocamere che a volte sono persino più vecchie di me. Un modo come un altro per ricordarci che la fotografia si è sempre fatta, ed anche bene, grazie a prodotti ben progettati e costruiti che, ancor oggi, fanno benissimo il loro lavoro. La pellicola Fujifilm Pro400H (scaduta nel luglio 2012) ha, ovviamente, la sua parte di merito nel risultato finale.

Tech data:

Camera: Agfa Isolette III – Film: Fuji Color 400Pro H – Scanner: Epson V550

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2 thoughts on “Sometimes it’s mandatory

  1. e bravo il Don! sono lontani ormai i tempi in cui mi esprimevi i tuoi dubbi circa il mio continuare a scattare foto su pellicola, e visti i tuoi risultati non posso che essere contento di avere un compagno analogico di cotanto spessore…
    P.S. il colore lo puoi anche sviluppare a casa con i kit in vendita. vengono fuori meglio dei laboratori, è più facile del b/n ma conviene economicamente solo se sviluppi molti rullini homemade, anche perché i liquidi se conservati bene, a me durano anche sei mesi.
    aspetto la prossima…

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