CCCP – Moskva 5 first Test

Moskva 5_04

Unlike the previous post, where the protagonist was the small folding Zeiss Nettar 515, this time the scene is entirely dedicated to a flagship camera: the Russian Moskva 5. An impressive one, both in weight and size. Compared to Nettar though, the features are of a different level. It was a camera dedicated to professionals and advanced amateurs. Given the period (1955-1960),  contained almost everything that the technology could be made available to photographers.

First, it is a double-format folding: through the use of a mask you can photograph in 6X6 other than the native 6X9. The viewfinder for this reason has a double shot mode, selectable depending on the format chosen. Besides there’s a coupled rangefinder for focusing (which puts the camera at the top of the range as the most renowned Zeiss Super Ikonta or Agfa Super Isolette). The lens is an Industar 24 of 105mm lenght, with a maximum aperture of f/3.5 realized on Tessar skeme and equipped with coating treatment. It’s mounted on a Moment 24C shutter, with times from 1 sec. 1/250 + B.
The specimen I got is in excellent condition and has, as a single defect, a small dent on the top right corner, next to the viewfinder which, as we shall see, could be causing a problem detected during the test.
This time, I used Kodak Tri-X film, developed in Adonal (Rodinal) 1:50.
Despite the size and weight, the practical use proved to be quite easy and intuitive (also in this case,as in the Nettar, the shutter button is to the left), times and focus dials moved smoothly, as well as the selection lever for the diaphragms. The rangefinder has proved accurate and the bellows perfectly light-tight.

Moskva 5_05

Orange Filter Used

Orange Filter Used

Orange Filter Used - Streak removed in PP

Orange Filter Used – Streak removed in PP

Once developed the film, however, I immediately noticed that the shots were not just exactly as I recalled to have framed. As if it were a kind of parallax error that cut at the top and to the right than framed. I’m not able to say if the dent near the viewfinder has moved something inside, making it inaccurate, or if it is a “congenital” defect of the camera model itself. When scanning, I noticed another problem: the mask for the 6X6 left a continuous streak on all frames. In this case, it was my carelessness: I would have to control it better before loading film. This hint applies to any camera that adopts the same system to vary the size of shot. Next time I’ll shoot directly in 6X9, thus avoiding the problem. Apart from these minor disadvantages, the lens performance has proven to be of good level, both at smaller apertures, that even at f/5.6, providing sharp and well contrasted images, even without the use of a lens hood. At least in the shots made, I did not detect signs of flare. In some cases, I used an orange filter to enhance the contrast between the sky and the clouds of that very bright day. The Tri-x, developed in Adonal, as usual gave an excellent result, modulating admirably the gray scale and dynamic range.

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Orange Filter Used

Orange Filter Used

Orange Filter Used

Orange Filter Used

Moskva 5_10

Edit: Check a New Moskva 5 Series Here

(Click on Images to see larger)

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(Versione Italiana)

Al contrario del post predente, dove la protagonista era la piccola folding Zeiss Nettar 515, questa volta la scena è tutta dedicata ad una ammiraglia: la russa Moskva 5. Una fotocamera imponente, sia per peso che per dimensioni. Rispetto alla Nettar però, le caratteristiche sono di tutt’altro livello. In un certo senso era una macchina dedicata ai professionisti ed agli amatori evoluti. Per l’epoca (1955-1960) conteneva tutto ciò che la tecnologia poteva mettere a disposizione dei fotografi. Per prima cosa, si tratta di una folding biformato infatti, attraverso l’uso di una mascherina si può fotografare sia in formato 6X6 che nel nativo 6X9. Il mirino è per questo motivo dotato di una doppia modalità d’inquadratura, selezionabile a seconda del formato prescelto. E’ presente un telemetro accoppiato per la messa a fuoco (cosa che la pone di per se al top di gamma come le più blasonate Zeiss Super Ikonta o Agfa Super Isolette). L’obiettivo è un Industar 24 105mm f/3,5 su schema Tessar, dotato di trattamento anti riflessi e montato su un otturatore Moment 24C, con tempi da 1 sec. a 1/250 +B.
L’esemplare in mio possesso è in ottimo stato di conservazione ed ha, come unico difetto, una piccolissima ammaccatura sullo spigolo superiore destro, vicino al mirino che, come vedremo, potrebbe essere causa di un problema rilevato durante il test.
Questa volta, ho usato come pellicola la Kodak Tri-x, sviluppata in Adonal (rodinal) 1:50.
Nonostante la mole l’uso pratico si è rivelato abbastanza facile ed intuitivo (anche in questo caso, da notare che il pulsante di scatto è a sinistra), le ghiere dei tempi e della messa a fuoco si muovevano in modo fluido, così come la leva di selezione dei diaframmi. Il telemetro si è dimostrato preciso e la tenuta alla luce del soffietto perfetta.
Una volta sviluppato il rullino però, mi sono subito accorto che le inquadrature non erano proprio esattamente come ricordavo di averle effettuate. Come se ci fosse stato una specie di errore di parallasse che tagliava sia in alto che a destra rispetto a quanto inquadrato. Non sono in grado di dire se l’ammaccatura vicino al mirino abbia spostato qualcosa al suo interno, rendendolo così impreciso, oppure se si tratti di un difetto “congenito” della fotocamera stessa. Alla scansione poi, ho notato un altro problema: la mascherina per il 6X6 ha lasciato una rigatura continua su tutti i fotogrammi. In questo caso, è stata una mia disattenzione: avrei dovuto controllarla meglio prima di caricare la pellicola. Consiglio che vale per qualunque fotocamera che adotti questo sistema per variare il possibile formato di scatto. La prossima volta proverò a scattare direttamente in 6X9, eliminando direttamente il problema. A parte questi lievi inconvenienti, le prestazioni dell’obiettivo si sono dimostrate di buon livello, sia ai diaframmi più chiusi, che anche a f/5,6, fornendo immagini nitide e ben contrastate, anche senza l’utilizzo di un paraluce. Almeno negli scatti effettuati, non ho rilevato fenomeni di flare. In alcuni casi, ho utilizzato un filtro Arancio per migliorare il contrasto tra il cielo e le rare nuvole della luminosissima giornata. La Tri-x, sviluppata in Adonal, come al solito ha fornito un risultato eccellente, modulando egregiamente la scala dei grigi e la gamma dinamica.

Edit: Nuova Serie con la Moskva 5 Qui

Tech data:

Camera: Moskva 5 – Film: Kodak TriX – Developer: Adox Adonal (Rodinal) – Scanner: Epson V550

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